1 Che cosa è l'amianto?
2 Differenza tra amianto friabile e compatto
3 Dove si ricerca l'amianto friabile?
4 In quali altri materiali si può trovare?
5 Come si può individuare un materiale contenente amianto?
6 Si può ancora utilizzare l'amianto?
7 Chi ha l'obbligo di individuare l'amianto?
8 Deve l'Ente Pubblico individuare l'amianto?
9 Cosa si deve fare al fine della individuazione della possibile presenza di amianto friabile?
10 Quanto costa individuare l'amianto?
11 A chi ci si può rivolgere per individuare l'amianto?
12 A chi si possono chiedere chiarimenti?
13 Cosa fare in caso di accertata presenza di amianto friabile?
14 Perchè si fa il censimento?
15 Cosa è oggetto del censimento?
16 Un edificio all'interno del quale si svolgono lavorazioni è un edificio di "utilizzazione collettiva" che deve essere eventualmente censito?
17 Quali sono gli obblighi e i compiti del proprietario di un edificio ad uso collettivo o di un impianto industriale?
18 Se non si risponde al censimento, cosa succede?
19 Come si può bonificare l'amianto e quale metodo si deve utilizzare?
20 Dove e come si può smaltire l'amianto friabile?
21 A chi ci si può rivolgere se si deve bonificare materiale contenente amianto friabile?
22 Se il proprietario rimuove l'amianto, cosa deve fare?
23 L'ETERNIT del vicino deve essere rimosso? In caso negativo come ci si può proteggere?
24 E' pericoloso l'amianto confinato?
25 L'amianto è pericoloso per la salute? Quali malattie provoca?
26 In Italia é stato utilizzato molto amianto?
27 Come si identifica l'amianto ?
28 Quali sono le principali norme che regolano il problema amianto?
1 Che cosa è l'amianto?
Sono indicati con il termine di amianto o asbesto alcuni minerali (silicati) a struttura fibrosa. I più diffusi sono: crisotilo, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite e antofillite (DPR 215/88).
L'amianto è virtualmente indistruttibile, resistente al calore e all'attacco degli acidi, estremamente flessibile, resistente alla trazione, facilmente filabile.
Con lo stesso termine "amianto" a volte si denomina impropriamente anche il materiale che lo contiene (materiale contenente amianto=MCA).
2 Differenza tra amianto friabile e compatto
Il materiale viene considerato friabile quando può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale.
Il materiale viceversa si può definire compatto quando può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, ecc...)
3 Dove si ricerca l'amianto friabile?
- Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti termo-acustici-controsoffitti
- Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie
- Funi, corde, tessuti
- Cartoni, carte e prodotti affini
4 In quali altri materiali si può trovare?
E' stato impiegato principalmente in:
- Prodotti in cemento-amianto (amianto compatto)
- Prodotti bituminosi, mattonelle di vinile con intercapedini di carta di amianto, mattonelle e pavimenti vinilici, PVC e plastiche rinforzate, ricoprimenti e vernici, mastici sigillanti, stucchi adesivi contenenti amianto (amianto compatto)
5 Come si può individuare un materiale contenente amianto?
Si può individuare tramite:
a) le specifiche del materiale presso il produttore
b) l'analisi qualitativa del materiale effettuata da un laboratorio attrezzato
6 Si può ancora utilizzare l'amianto?
Dal 1994 è vietata la commercializzazione e la produzione di prodotti di amianto o contenenti amianto, pertanto da questa data non può più essere utilizzato se non già presente.
7 Chi ha l'obbligo di individuare l'amianto?
Ai fini della notifica ex art.12 comma 5 Legge 257/92, tutti i proprietari di immobili ed impianti industriali con amianto friabile.
Ai fini della responsabilità generale sul pericolo amianto, compete un obbligo di gestione del rischio a tutti i proprietari di immobili ed impianti con amianto (anche cemento amianto) in quanto responsabili di eventuali danni causati alla collettività e ai dipendenti dalla dispersione di fibre di amianto.
In questi casi (es.coperture ecc.) il pericolo è particolarmente presente nelle fasi di manutenzione, rimozione o demolizione del manufatto, operazioni soggette alla presentazione di un piano di lavoro al Dipartimento di Prevenzione della Azienda USL (ex art.34 DLgs.277/91).
8 Deve l'Ente Pubblico individuare l'amianto?
Sì.
Per edifici con amianto friabile di proprietà di Regioni, Province, Comuni, Aziende USL e Aziende Ospedaliere verranno promossi incontri per programmare una attività di supporto operativo tramite sopralluoghi congiunti con gli Uffici tecnici ed eventualmente campionamenti di materiale sospetto.
Più in generale, nel caso di sospetta presenza di amianto in edifici pubblici, locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva, l'Ente pubblico dovrà procedere alla prima fase di ricerca delle situazioni "sospette" richiedendo le specifiche dei materiali ai produttori, in seguito potrà coinvolgere il Dipartimento di prevenzione e/o l'ARPA.
9 Cosa si deve fare al fine della individuazione della possibile presenza di amianto friabile?
Ai fini dell'efficacia della ricerca si consiglia a ciascun proprietario o responsabile di:
- effettuare autonomamente un primo screening di individuazione delle situazioni "sospette" anche sulla base di informazioni e materiale reperibile presso i Dipartimenti di Prevenzione dell'AUSL e l'ARPA;
- ricercare le specifiche presso il produttore o affidare la valutazione di tale materiale sospetto ad esperti (es.consulenti privati ed operatori dei Dipartimenti di Prevenzione e dell'ARPA);
- in caso di dubbio può essere effettuata l'analisi del materiale presso laboratori accreditati;
- se l'analisi del materiale è positiva si deve procedere alla valutazione del rischio;
- se l'analisi del materiale è negativa occorre conservare il certificato di analisi;
- se si è effettuata la valutazione richiedere e conservare copia della relazione.
10 Quanto costa individuare l'amianto?
Se l'individuazione avviene tramite le richieste delle specifiche del materiale al produttore non vi è alcun costo.
Se invece avviene tramite l'analisi qualitativa del materiale per determinare la presenza/assenza di amianto dipende dal laboratorio a cui ci si rivolge.
Per ulteriori chiarimenti contattare la AUSL o l'ARPA del proprio territorio.
11 A chi ci si può rivolgere per individuare l'amianto?
L'utente può rivolgersi per informazioni generali ai Dipartimenti di Prevenzione, all'ARPA competente per territorio oppure ad un laboratorio accreditato.
12 A chi si possono chiedere chiarimenti?
Per informazioni e chiarimenti ci si può rivolgere al Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda USL e all'ARPA oppure a strutture di consulenza di fiducia.
13 Cosa fare in caso di accertata presenza di amianto friabile?
In questo caso è d'obbligo effettuare la valutazione del rischio secondo quanto previsto dal DM 6/9/94 che ne indica i contenuti tecnici. E' opportuno che tale valutazione venga effettuata da persone esperte e qualificate, nella valutazione dovranno essere prese in considerazione e definite le misure di prevenzione da adottare ed i rispettivi tempi di attuazione.
14 Perchè si fa il censimento?
Per individuare le situazioni con amianto che espongono singoli individui, lavoratori e gruppi di cittadini. Data la capacità di dispersione delle fibre (piccolissime dimensioni), l'amianto friabile presenta livelli di rischio più elevati di quello a matrice compatta (es.cemento amianto). A seguito della individuazione di amianto friabile, ciscun proprietario dovrà adottare idonee misure di prevenzione consistenti nella bonifica dei siti ove è presente al fine di eliminare o comunque minimizzare il rischio di contrarre le malattie ad esso correlate.
15 Cosa è oggetto del censimento?
Le ditte che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle proprie realtà produttive e delle imprese che operano nelle attività di smaltimento e di bonifica.
L'utilizzo deve essere inteso sia come "diretto" che "indiretto": è diretto quando l'amianto o i materiali contenenti amianto sono o sono stati presenti tra le materie prime o semilavorati utilizzati nel ciclo produttivo (es.produzione o utilizzo di manufatti, vernici, mastici, preparazione di impasti da applicare a spruzzo o cazzuola, riparazione sostituzione di pezzi di ricambio ecc.); è indiretto quando l'amianto è stato presente nelle macchine, impianti o strutture edilizie dell'azienda ed il contatto con tale materiale avviene/è avvenuto per il tipo di lavoro svolto (ad es. manutenzione di macchine, tubazioni, impianti o strutture edilizie, movimentazione pezzi ad alta temperatura, ripristino di coibentazioni ecc...).
Gli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti per i quali è vincolante e obbligatorio.
16 Un edificio all'interno del quale si svolgono lavorazioni è un edificio di "utilizzazione collettiva" che deve essere eventualmente censito?
Sì, in quanto rientra nei casi previsti dal censimento degli edifici.
17 Quali sono gli obblighi e i compiti del proprietario di un edificio ad uso collettivo o di un impianto industriale?
Ai fini della responsabilità generale sul pericolo amianto, compete un obbligo di gestione del rischio a tutti i proprietari di immobili ed impianti con amianto (anche cemento amianto) in quanto responsabili di eventuali danni causati alla collettività dalla dispersione di fibre di amianto.
In particolare per l'amianto friabile compete l'obbligo di comunicarne, se è attivato il censimento a livello regionale, la presenza ai Dipartimenti di Prevenzione e di attuare una serie di azioni in tempi brevi che consentano di accedere e di stazionare nei locali in sicurezza.
Deve infatti essere innanzitutto eseguita una valutazione del rischio mirata alla scelta del metodo di bonifica più efficace al fine di eliminare o comunque minimizzare la esposizione degli occupanti siano essi lavoratori che cittadini.
18 Se non si risponde al censimento, cosa succede?
Il proprietario di edificio o impianto in cui vi è amianto libero o in matrice friabile è passabile di sanzione amministrativa da lire 5 milioni a lire 10 milioni.
Nel caso in cui non vi sia presenza di amianto negli edifici o impianti è comunque opportuna la risposta negativa in quanto utile ai fini di valutare con certezza i risultati del censimento.
19 Come si può bonificare l'amianto e quale metodo si deve utilizzare?
Le tipologie di bonifica dell'amianto sono tre:
rimozione, incapsulamento e confinamento.
1) la rimozione prevede l'asportazione totale del materiale del sito in cui è posto;
2) l'incapsulamento consiste nel trattamento del materiale con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione della superficie esposta;
3) il confinamento consiste nella installazione di una barriera a tenuta che separi il materiale contenente amianto dalle aree occupate dell'edificio.
L'adozione di ciascuna di queste tipologie è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà del proprietario di eliminare per sempre il pericolo o mantenerlo in modo controllato (manutenzione).
Per approfondire l'argomento, bisogna fare riferimento al D.M.06/09/94.
20 Dove e come si può smaltire l'amianto friabile?
Presso una discarica autorizzata per piccoli quantitativi contattando la locale azienda di nettezza urbana (verificare le varie realtà locali). Le informazioni in merito sono da richiedere alla Provincia competente per territorio, all'ARPA o al Dipartimento di Prevenzione della ASL..
21 A chi ci si può rivolgere se si deve bonificare materiale contenente amianto friabile?
Ad una ditta specializzata.
L'albo delle ditte che effettuano smaltimento e bonifica deve essere istituito con Decreto Ministeriale che è in fase di discussione e non è ancora stato pubblicato.
22 Se il proprietario rimuove l'amianto, cosa deve fare?
Il proprietario può rimuovere direttamente l'amianto solo in caso di piccoli quantitativi o piccoli manufatti e deve operare nel rispetto della salvaguardia della salute pubblica nonché di quella personale.
In particolare deve limitare la dispersione delle fibre nell'ambiente utilizzando tecniche di rimozione consolidate che consistono principalmente in:
- utilizzare dispositivi di protezione individuale
- bagnare con appositi incapsulanti (es.colle viniliche) i materiali, sia lastre che materiale friabile che di rifiuto
- possibilmente smontare i materiali o le lastre senza romperli
- non utilizzare utensili elettrici portatili ad alta velocità di rotazione dell'utensile
- raccogliere il materiale di risulta in contenitori sigillati e predisporlo per la successiva movimentazione
- conferire il rifiuto a discariche o aziende autorizzate.
Quando il proprietario non è in grado di garantire il rispetto di queste procedure e comunque nel caso in cui i quantitativi di amianto o materiale contenente amianto sono di notevole entità, deve affidare il lavoro a ditte specializzate.
23 L'ETERNIT del vicino deve essere rimosso? In caso negativo come ci si può proteggere?
In generale non è obbligatorio rimuovere l'ETERNIT; potrebbe invece essere obbligatorio bonificarlo, secondo le modalità previste dalla legge (che oltre alla rimozione prevede anche l'incapsulamento e la sovracopertura), nel caso in cui questo risultasse FRIABILE a causa di un degrado molto avanzato.
E' invece obbligatorio nell'effettuare lavori di ripristino della funzionalità della copertura seguire le procedure previste dal DM 6/9/94 per tali tipologie di lavori.
Tali procedure tese a limitare la aerodispersione delle fibre di amianto, garantiscono la tutela della salute di chi lavora e di chi vive nei luoghi circostanti. L'ETERNIT infatti è un materiale cementizio in cui l'amianto è legato in una matrice compatta e le fibre di questa sostanza non tendono a disperdersi nell'atmosfera se non vengono sollecitate da agenti meccanici.
In generale è stato riscontrato che la semplice presenza di una copertura in ETERNIT non genera localmente un aumento dell'inquinamento di fondo delle fibre di amianto aerodisperso e pertanto non sussiste un maggior rischio di malattia rispetto a quello a cui tutta la popolazione di quella zona è soggetta.
Molteplici sono i fattori che determinano un inquinamento "naturale" di fondo e tra questi si possono elencare sia la grande diffusione delle lastre di copertura in cemento-amianto che la presenza in natura dell'amianto stesso.
24 E' pericoloso l'amianto confinato?
E' pericoloso solo per gli operatori che effettuano la manutenzione di impianti e strutture all'interno del confinamento oppure nel caso di danneggiamento dello stesso.
25 L'amianto è pericoloso per la salute? Quali malattie provoca?
L'amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa degli effetti che provocano le fibre minerali di cui è costituito e che possono essere determinati dalla inalazione di polveri rilasciate negli ambienti da materiali che li contengono.
Il rilascio di fibre può avvenire o in occasione di una loro manipolazione/lavorazione o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili usurati e sottoposti a sollecitazioni meccaniche come ad esempio: vibrazioni, correnti d'aria, urti, ecc...
L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie che si manifestano a carico dell'apparato respiratorio e delle membrane sierose, principalmente la pleura, dopo molti anni dalla cessazione dell'esposizione: da 10-15 per l'asbestosi ad anche 20-40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma.
L'asbestosi è una patologia cronica ed è quella che per prima è stata correlata all'inalazione di amianto.Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra aria inspirata e sangue. Si manifesta per esposizioni medio-alte.
Il carcinoma polmonare è un tumore del polmone che si manifesta per esposizioni anche a basse dosi.
Il fumo ha l'effetto di aumentare fortemente la probabilità di contrarre la malattia.
Il mesotelioma è un tumore della membrana di rivestimento del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo) ed è fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.
Le esposizioni negli ambienti di vita, in generale, sono di molto inferiori a quelle professionali, pur tuttavia non sono da sottovalutare perchè l'effetto neoplastico non ha teoricamente valori di soglia.
26 In Italia é stato utilizzato molto amianto?
Non esite ancora un censimento completo dell'amianto collocato nel nostro paese; alcuni autori hanno tentato di stimarne le quantità per tipologia.
| Tipologia |
Stima delle quantità
|
| Siti industriale di produzione di amianto dismessi |
40 - 60
|
| Rotabili ferroviari, metropolitane, navi con amianto spruzzato |
5000 - 10000
|
| Edifici con amianto spruzzato |
mq 100.000 - 1.000.000
|
| Condotte e serbatoi idrici in cemento-amianto |
Km 50.000 - 80.000
|
| Centrali termiche di edifici ed impianti |
500.000 - 1.000.000
|
27 Come si identifica l'amianto ?
L'analisi per eccelenza é la microscopia ottica a contrasto di fase, anche se una semplice visione ad uno stereomicroscopio a poche decine di ingrandimenti può confermare un habitus fibroso del materiale ed indirizzare gli approfondimenti, che utilizzano normalmente la diffrattometria raggi X o la spettrometria ad infrarossi.
Per la verifica della presenza di fibre aerodisperse, il percorso analitico, a seconda dei livelli di contaminazione, é quello della microscopia: ottica a contrasto di fase ed elettronica a scansione.
E' importante sottolineare che la presenza di amianto deve essere sempre confermata da una analisi di laboratorio, che darà informazioni sul tipo di amianto e sulla presenza percentuale, elementi indispensabili per prendere una decisione definitiva sul provvedimento di bonifica da adottarsi.
Sono in corso di attuazione provvedimenti di accreditamento/ autorizzazione che individueranno i laboratori espressamente abilitati ad effettuare questo tipo di analisi, che richiede una notevole esperienza e professionalità.
28 Quali sono le principali norme che regolano il problema amianto?
Le principali norme sull'amianto riguardanti in particolare l'igiene e sicurezza del lavoro, sono soprattuto quelle emanate sotto forma di decreto o di disciplinare tecnico, applicativi della legge 257/1992 (legge della dismissione dall'amianto) e del D.Lgs 277/91 (regolamentazione dell'uso dell'amianto in recepimento della Direttiva Comunitaria) precisamente:
- D.M. 6 settembre 1994: Normative e metodologie tecniche per la valutazione dei rischi, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto nelle strutture edilizie, con Circolare esplicativa che estende tale normativa agli impianti industriali (Circolare Ministero della Sanità n.7 del 14 aprile 1995);
- D.M. 26 ottobre 1995: Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto nei mezzi rotabili;
- D.M. 14 maggio 1996: Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto:
-- Allegato 1: Siti dismessi;
-- Allegato 2: Prefabbricati contenenti amianto;
-- Allegato 3: Tubazioni e cassoni per acqua potabile;
-- Allegato 4: Classificazione e utilizzo di "pietre verdi";
-- Allegato 5: Requisiti minimi per i laboratori di analisi dell'amianto;
- D.M. 20 agosto 1999: Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art.5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n.257, recante norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto:
-- Allegato 1: Normative e metodologie tecniche per la rimozione di materiali conenti amianto presenti a bordo di navi o unità equiparate;
-- Allegato 2: Rivestimenti incapsulanti per la bonifica di manufatti in cemento-amianto;
-- Appendice 1: Caratteristiche prestazionali dei rivestimenti incapsulanti;
-- Allegato 3: Criteri di scelta dei dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie.
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