Home > Amianto > Materiali > Impiego dell'amianto in edilizia

L'IMPIEGO DELL'AMIANTO NELL'EDILIZIA E NELLE STRUTTURE

Amianto negli edifici e negli impianti                                          

Campionamento dei materiali contenenti amianto o sospetti tali


Amianto negli edifici e negli impianti
Questo minerale è stato utilizzato maggiormente come materiale di rivestimento insieme a miscele cementizie, per prodotti prefabbricati per l'isolamento, come tessuto, in forma di cartonami e cartonfeltri, come manto di copertura, come composto plastico contenente asbesto, nelle piastrelle viniliche per pavimentazioni, nelle carte da parati, pitture e rivestimenti per pareti e soffitti, come tenda antifuoco.
(Vedi allegato)

Dai piani di progettazione e costruzione degli edifici e degli impianti e dai capitolati di appalto, potrebbero trarsi utili informazioni sulla presenza o assenza di amianto, nonché sul suo impiego nelle diverse, possibili applicazioni.

Informazioni indirette sulla presenza di asbesto possono inoltre essere desunte dalla tipologia costruttiva del fabbricato e dalla sua epoca di costruzione. Sono indiziati per la presenza di asbesto quei fabbricati con strutture portanti in ferro e adibiti sovente ad usi pubblici quali uffici, palestre, aule, sale conferenze, dove l'asbesto è stato utilizzato per le sue proprietà antincendio.

Dall'epoca di costruzione degli edifici si possono ricavare ulteriori informazioni, in quanto è noto che nel nostro Paese il periodo di maggior utilizzo dell'amianto in edilizia e nell'impiantistica industriale è compreso tra il 1967 e il 1975.

L'uso di questo materiale era, infatti, motivato, oltre che dalle sue caratteristiche tecniche, anche da considerazioni economiche legate al relativo basso costo e da obblighi normativi circa la protezione antifuoco.

Nell'individuazione della presenza di asbesto negli edifici e negli impianti, in quest'ultimi sotto forma di coibentazione di tubazioni, è importante adottare una strategia mirata, che tenga presente del periodo di costruzione, della tipologia dell'edificio e della destinazione d'uso.
Si procede poi ad un sopralluogo negli ambienti ritenuti a rischio, dove saranno ispezionati dapprima i locali a maggiore probabilità di trattamenti con amianto, per verificare successivamente tutti gli altri ambienti.

I materiali edilizi contenenti asbesto possono essere suddivisi in friabili e non friabili in funzione del legante utilizzato e quindi della probabilità di rilascio di fibre. Tutti i materiali compatti possono divenire friabili per degrado e/o danneggiamento.

Per tutte le situazioni in cui vi è presenza di amianto è necessario procedere alla attivazione di un piano periodico di sorveglianza (PROGRAMMA DI CONTROLLO E MANUTENZIONE, ai sensi del D.M. 6 settembre 1994), riservando particolare attenzione a quelle situazioni in cui può verificarsi un rapido deterioramento del manufatto, come nel caso della presenza di amianto friabile, e sorvegliando scrupolosamente qualsiasi intervento di manutenzione che possa disturbare i materiali contenenti amianto.

Le coibentazioni di caldaie e tubazioni vanno considerate con particolare attenzione, dato che questi sono suscettibili di facili danneggiamenti a causa della loro continua richiesta di manutenzione e per la loro usuale facile accessibilità.

Tali materiali sono di solito utilizzati per le loro proprietà di isolanti termici e possono presentarsi sotto l'aspetto fibroso, gessoso, terroso, a mattone, a cartone increspato, a nastro e sono generalmente rivestiti da uno strato protettivo cementizio o gessoso (talvolta rinforzato con fibre di amianto, detto coppella) e/o da lamierino metallico.

Qualora, al momento dell'ispezione, risultassero danneggiati vanno considerati come materiali friabili contenenti amianto. Nel caso in cui risultassero, invece, in buone condizioni e ne fosse certa la composizione, è sufficiente limitarsi ad una semplice etichettatura e annotazione della presenza di asbesto e delle buone condizioni di conservazione.

Di solito, la maggior parte dei materiali compatti non comportano rischi rilevanti, però, possono liberare fibre qualora vengono tagliati, perforati, abrasi, rimossi e sostituiti senza le opportune precauzioni.

Pertanto se all'ispezione questi risultassero in buone condizioni tanto da non richiedere interventi di bonifica urgente, la presenza di amianto va comunque registrata e segnalata con apposite etichette, così come previsto dalle normative vigenti.

Qualsiasi lavoro di manutenzione o altro intervento che possa provocare la liberazione di fibre, dovrà essere eseguito da ditte specializzate, dotate di personale idoneo e formata allo scopo. Tali ditte dovranno adottare specifiche procedure di sicurezza, come ricorda il D.Lgs 277/91 e la Legge 257/92 nei Disciplinari tecnici successivi.

E' importante per una migliore conoscenza del problema amianto riferito agli edifici e agli impianti ricordarsi del fatto che a seconda del tipo di materiale varia il rischio di rilascio di fibre nell'ambiente.

Torna su

Campionamento dei materiali contenenti amianto o sospetti tali  
E' fondamentale tenere presente che i materiali da campionare vanno prelevati preferibilmente in aree che si presentano già danneggiate e che siano facilmente accessibili per la mancanza di rivestimenti o mezzi di confinamento. Occorre sempre evitare interventi distruttivi che possono determinare una contaminazione degli ambienti circostanti.


Le modalità operative di campionamento devono prevedere:

a) acquisizione di documentazione fotografica a colori, resentativa del materiale da campionare, che ne evidenzi la struttura macroscopica e l'ubicazione rispetto all'ambiente potenzialmente soggetto a contaminazione;

b) impiego di idonei mezzi di protezione personale, quali maschera e guanti a perdere;

c) impiego di strumenti che limitino la dispersione di polveri e detriti, evitando azioni distruttive Evitare l'impiego di trapani, frese, scalpelli, lime, raspe, frullini, pinze, tenaglie, forbici, cesoie ecc.;

d) prelievo di una piccola aliquota di materiale, che sia sufficientemente rappresentativo e che non comporti grave danneggiamento del materiale in sito. Occorrono due o tre campioni per ogni area da esaminare, avendo cura di selezionare le zone che si presentino morfologicamente diverse;

e) inserimento immediato del campione in una busta di plastica sigillabile, del tipo di quelle usate per campioni di alimenti;

f) se necessario, riparazione con sigillanti del punto di prelievo e pulizia con panno umido degli eventuali residui caduti sulle superfici sottostanti;

g) compilazione di una scheda di prelievo, contenente informazioni su luogo (edificio, locale), tipo e ubicazione dell'installazione esaminata, data del prelievo, operatore;

h) trasmissione del campione insieme alla scheda di prelievo al laboratorio incaricato delle analisi.


AMIANTO - CERAMICA - INFORTUNI - FIBRE - SILICE - NORMATIVE - Ricerca Generica

- Chi Siamo - Contatti - HOME PAGE

All Rights Reserved Prevenzioneonline.net


Editing - Primarete