Decreto 14 maggio 1996 MINISTERO DELLA SANITA' Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992 , n. 257, recante Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. (art.4- allegato 4) Omissis Art. 4 Gli interventi di estrazione e l'uso di pietre verdi, nonché gli interventi di bonifica dei materiali costituiti da pietre verdi contenenti amianto devono essere attuati in base ai criteri riportati in allegato 4 al presente decreto, di cui costituiscono parte integrante. Omissis ALLEGATO 4 CRITERI RELATIVI ALLA CLASSIFICAZIONE ED ALL'UTILIZZO DELLE PIETRE VERDI IN FUNZIONE DEL LORO CONTENUTO DI AMIANTO(1) Classificazione delle cosiddette Pietre verdi in funzione del loro contenuto di amianto La classificazione delle pietre verdi in funzione del loro contenuto di amianto stata eseguita sulla base delle informazioni di natura petrografica oggi disponibili in letteratura. La quantità esatta di amianto, sia esso amianto di serpentino o amianto di anfibolo non pu essere definita in modo assoluto, ma deve essere valutata caso per caso. Per una corretta definizione dei controlli da eseguire sulle pietre verdi al fine di un loro utilizzo come rocce ornamentali o come altri inerti, si indicano i seguenti criteri generali: A - VALUTAZIONE DEL CONTENUTO DI AMIANTO NEL GIACIMENTO E CONTROLLI DURANTE L'ATTIVITA ESTRATTIVA La procedura prevede un controllo iniziale del contenuto di amianto stimato medio sul giacimento, effettuato mediante rilevamento petrografico di dettaglio. Il rilevamento dovrà effettuarsi su un'area tale da coprire tutta l'estensione del giacimento e le zone di rispetto. la relazione geologica prodotta dovrà contenere i seguenti elementi: - descrizione dell'area dal punto di vista geomorfologico, geologico e idrogeologico; - descrizione dell'area con cartografia degli affioramenti; - sezioni geologiche, effettuate in modo da descrivere il giacimento trasversalmente all'avanzamento del fronte di cava. L'eventuale presenza di amianto gi evidente in superficie dovrà essere valutata in termini quantitativi, riportata in cartografia e dovranno essere indicate, se possibile, le direzioni di immersione dei filoni o degli strati che contengono amianto. L'attività della cava dovrà essere tenuta sotto controllo mediante una descrizione petrografica dei litotipi incontrati durante l'avanzamento del fronte di taglio. Tale descrizione verrà effettuata sia con rilevamento sul campo che con l'ausilio di analisi di tipo mineralogico- petrografico. La frequenza del controllo da stabilirsi in relazione alla volumetria del materiale estratto e alla velocità di avanzamento del fronte di cava. Contemporaneamente dovranno essere effettuati, da parte degli Organi territoriali di vigilanza, controlli con prelievo di campioni di particolato aerodisperso ed analisi mediante microscopia ottica (MOCF) o elettronica a scansione (SEM). L'eventuale affioramento di filoni ricchi di amianto dovrà essere prontamente segnalato prima che il proseguire dell'attività estrattiva provochi un inquinamento ambientale da fibre di amianto; in questo modo sarà possibile intervenire con un'azione preventiva, ad esempio mediante incapsulamento o altri idonei sistemi e quindi modificare opportunamente la procedura di estrazione. B - Valutazione del contenuto di amianto nei materiali estratti La valutazione del contenuto di amianto nei materiali ottenuti dalla attività estrattiva deve essere eseguita con metodi che permettano la misura media del contenuto di fibre liberali dal materiale. Tale valutazione deve tenere conto dei seguenti fattori: - caratteristiche petrografiche del materiale - usurabilità del materiale in funzione delle condizioni di preparazione d'uso. La misura deve quindi tenere ad ottenere un indice che determini la sua pericolosità . Distinguendo tra materiali in breccia, materiali in lastre e materiali in blocchi, si possono indicare tre procedure. B1 - Materiali in breccia Si far riferimento ad un indice di rilascio determinato utilizzando come parametri la percentuale di amianto liberato e la densità relativa del materiale solido. I campioni di breccia verranno prelevati secondo un opportuno criterio statistico, ordinariamente non inferiore a un campione ogni 1000 mc; nel caso in cui il controllo del fronte di cava, effettuato in conformità a quanto descritto al precedente punto A, evidenzi l'affioramento di filoni contenenti amianto, il campionamento sul materiale in breccia dovrà avvenire con frequenza di un campione ogni 100 mc. Quando il controllo del fronte di cava assicurerà l'assenza degli affioramenti sopradetti, la frequenza dei test potrà essere progressivamente ridotta ai limiti ordinari. Per la determinazione della percentuale in peso di amianto in fibre liberate si suggerisce la seguente procedura: 1 - pesatura del materiale 2 - prova di sfregamento tramite automacinazione per quattro ore mediante la macchina di cui alla Fig. 1 3 - lavaggio del materiale, filtrazione del liquido di lavaggio e raccolta della polvere su filtro 4 - analisi della polvere con metodi quantitativi per la valutazione della presenza di amianto in fibre (IR e SEM) La densità relativa sarà calcolata sul materiale dopo la macinazione, secondo la relazione: % densità relativa = densità apparente/densità assoluta L'espressione finale da utilizzare sarà la seguente: I.r.=% amianto liberata / % densità relativa Nella classificazione dei materiali naturali si dovrà fare riferimento quindi all'indice di rilascio, modificato in modo da utilizzare la percentuale di amianto rilasciato dal materiale e non la percentuale di amianto totale. Il materiale verrà quindi definito non pericoloso quando l'indice di rilascio sarà inferiore o uguale a 0,1. B2 - Materiali in lastre Si far riferimento ad un indice di rilascio determinato utilizzando come parametri la percentuale di amianto liberato e la densità relativa del materiale solido. I materiali in lastre saranno sottoposti ad una prova di sfregamento per la determinazione del peso di polvere di amianto liberata. Il numero di campioni da saggiare sarà stabilito in funzione della superficie di lastre prodotta, ma in misura ordinariamente non inferiore a n. 1 campione ogni 50 mc. di materiale lavorato; nel caso in cui il controllo del fronte di cava, effettuato in conformità a quanto descritto nel precedente punto A, evidenzi l'affioramento di filoni contenenti amianto, il campionamento sul materiale da sottoporre a lavorazione, dovrà avvenire con frequenza non inferiore a n. 1 campione ogni 10 mc di materiale lavorato. Quando il controllo del fronte di cava assicurerà l'assenza degli affioramenti sopradetti, la frequenza dei test potrà essere progressivamente ridotta ai limiti ordinari. I campioni saranno presi da lastre non immediatamente superficiali, ma almeno a 5 cm dalla superficie del blocco. Le dimensioni dei campioni da analizzare sono indicate nella Fig. 2. La prova di sfregamento va effettuata mediante una macchina rotazionale/abrasiva, secondo lo schema di apparato in Fig. 2. La polvere ottenuta verrà raccolta mediante lavaggio e filtrazione su un setto poroso da 0,45 mm. L'analisi della presenza e della quantità di amianto verrà eseguita mediante diffrattometria a raggi X secondo quanto indicato nel D.M. 6/9/94(2)Il materiale verrà quindi considerato non pericoloso quando l'indice di rilascio sarà inferiore o eguale a 0,1. Gli organi territoriali di vigilanza dovranno altresì effettuare periodicamente prelievi di polveri dall'ambiente di lavoro per verificare eventuale rilascio di fibre di amianto durante le attività di taglio. B3 - Materiali in blocchi destinati a costituire barriere costiere o massicciate Per questo tipo di materiali le prove riguardano una valutazione mineralogica della superficie visibile. L'osservazione dovrà accertare l'assenza di fibre superficiali sui blocchi, eventualmente anche con il prelievo e l'analisi con idonea strumentazione di campioni superficiali. Si valuterà quindi la distribuzione superficiale dell'amianto, quantificando in modo orientativo la quantità di amianto rispetto alla superficie del blocco. La valutazione orientativa della superficie del blocco si può eseguire assimilando il blocco ad un cubo con lato pari alla radice cubica del volume: V(m3) = peso(t)/densità (t/m3) Superficie totale (orientativa) = 6(3_V)2 I blocchi che risulteranno contaminati superficialmente da amianto, in misura inferiore allo 0,1% della superficie totale stimata verranno considerati non pericolosi. Figura 1: apparato suggerito per le prove di automacinazione Il materiale viene immesso in un cilindro rotante in acciaio con tappo a chiusura ermetica. Il cilindro, delle dimensioni suggerite, viene fatto rotare su rulli gommati, collegati ad un motore elettrico. La quantità di materiale immesso di 500 g per pezzature da 5 mm a 5 cm. La prova dura 4 ore; al termine il materiale si scarica e viene lavato. Viene inoltre lavato anche l'interno del cilindro. La polvere ottenuta si recupera dal liquido di lavaggio mediante filtrazione su setto poroso. Figura 2: Apparato suggerito per prove di abrasione su lastre. Il sistema di abrasione composto da tre parti:
La molla di cui al punto D agisce su una superficie che distribuisce il peso su tutto il pezzo mobile. |
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